|
(Carlino Finanza) Agli italiani piace scommettere. Perciò non c’è crisi per il distretto delle macchine da trattenimento: lungo la via Emilia è realizzato il 70% della produzione nazionale, compresa la componentistica. Le previsioni sono positive per il biennio 2008-2009, anche grazie all’emissione sul mercato di 270 mila nuove slot comma 6A, la gamma più sofisticata che andrà a sostituire le precedenti.
Il polo dell’Emilia Romagna comprende 30 aziende di media dimensione (90 le restanti in Italia) che danno lavoro a mille addetti per un fatturato di 150 mila euro. Mercato in fermento, dunque, dopo mesi foschi che hanno visto il sequestro di 100 mila slot e la decisione di ritirare dal mercato le comma 6 per aggiornamenti tecnici da parte di Sogei, spalla tecnologica dei Monopoli di Stato, “Prevediamo che il 2008 si chiuderà con +20% per il settore”, dice Gennaro Parlati dell’Acmi, associazione costruttori Macchine da trattenimento. “Si è rivelata vincente la spinta verso la trasparenza”. L’azienda leader bolognese Sogema, sede a Castel San Pietro, sta aumentando di 200 unità la produzione mensile per arrivare a 800 slot al mese, mentre sul fronte del fatturato l’obiettivo è passare da 25 milioni di fatturato a 35 milioni già a fine 2008. Ottimista anche Francesco Gatti, direttore della parmigiana Bakoo, tra le prime 5 in Italia nella costruzione di schede elettroniche e software. “Nel 2008 contiamo di superare i 4 milioni (erano 2,5 nel 2007) di fatturato grazie ai software per i giochi a pagamento , con oltre 10 mila pezzi venduti”. In Emilia Romagna si spendono oltre 2 milioni di euro l’anno tra lotterie, scommesse e slot machine, ovvero 488 euro pro capite, e 1.140 euro annui per famiglia, pari al 3,5 %del reddito imponibile Irpef.
Sono 27 le sale bingo nella regione, 698 i punti dove è possibile puntare sulle corse dei cavalli, 430 per le scommesse sportive, 18.964 le slot machine collocate per il 64% in alberghi, bar ristoranti e circoli privati. |