 Associazioni dell'automatico al lavoro per richiedere una proroga, di almeno 6 mesi, per la dismissione delle comma 6 il cui nulla osta di esercizio è stato rilasciato nel 2004 e che, secondo la tempistica, dovranno uscire di scena entro il 31 dicembre 2007. "Una data che non è più accettabile, visti i ritardi per l'uscita sul mercato delle comma 6/a e la situazione provocata dal caso Venezia", dichiara il portavoce dell'Acmi Gennaro Parlati.
L'associazione bolognese sta portando avanti, in questi giorni, una serie di incontri istituzionali per tentare la strada della proroga, ma di 'annunci' ufficiali non ne vuole ancora dare: "Il tema è molto delicato, e finché non avremo la certezza di una dilazione dei tempi, non ce la sentiamo di illudere gli operatori della filiera, potremmo condizionare il mercato. Preferiamo lavorare dietro le quinte, percorrendo la strada istituzionale e monitorando costantemente le richieste che ci vengono avanzate dagli associati". Da qualche giorno infatti, sul sito dell'Acmi, è possibile accedere al servizio 'Comma 6/a e stato di avanzamento' dove, previa iscrizione, tutti gli interessati possono inoltrare all'associazione qualsiasi informazione, critica o suggerimento sulla questione Comma 6/a e Targhe in prova. "Abbiamo registrato una notevole quantità di accessi e interessanti quesiti che stiamo raccogliendo in un dossier che presenteremo ai vertici di Sogei e Aams. Non è un'attività finalizzata alla critica, ma alla raccolta di tutto ciò che è necessario per venire incontro ai propri iscritti, aprendo quindi un dialogo costruttivo con i vertici delle istituzioni". La relazione che verrà stilata dall'Acmi avrà inoltre una duplice funzione: "Da una parte serve a raccogliere i dubbi che ci giungono direttamente dagli operatori. Quesiti rivolti soprattutto a cosa succederà dopo la fase di test delle targhe in prova e se, soprattutto, la filiera sarà effettivamente pronta a sostenere l'avvento delle New Slot 2. Dall'altra il dossier rappresenterà uno 'storico' sul caso comma 6/a, così da evitare ancora, in futuro, che domande e risposte siano fatte solo verbalmente, senza alcuna prova concreta di ciò che è stato richiesto e poi effettivamente fatto". |